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Oltre 200 morti nel crollo della miniera di Soma. Erdogan contestato
Il bilancio dell'incidente che si è verificato nella miniera di carbone di Soma nella provincia di Manisa in Turchia, continua a salire, sollevando accuse pesanti nei confronti del governo di Recep Tayyp Erdogan. Sono al momento 238 le vittime di quello che potrebbe diventare, con il passare delle ore, il più grave incidente sul lavoro nella storia della Turchia. Le cause del crollo che ha intrappolato i minatori sono ancora da verificare ma le prime ricostruzioni parlano di un'esplosione dell'impianto elettrico che ha portato al cedimento del tunnel.
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16 AUG 20

Il bilancio dell'incidente che si è verificato nella miniera di carbone di Soma nella provincia di Manisa in Turchia, continua a salire, sollevando accuse pesanti nei confronti del governo di Recep Tayyp Erdogan. Sono al momento 238 le vittime di quello che potrebbe diventare, con il passare delle ore, il più grave incidente sul lavoro nella storia della Turchia. Le cause del crollo che ha intrappolato i minatori sono ancora da verificare ma le prime ricostruzioni parlano di un'esplosione dell'impianto elettrico che ha portato al cedimento del tunnel. Altri 120 lavoratori sono tuttora intrappolati dalle rocce e i soccorritori sono impegnati nelle operazioni di recupero.
Il disastro di Soma ha suscitato le proteste contro il premier Erdogan, ritenuto dai parenti delle vittime e dall'opposizione responsabile del disastro. "Non si è trattato di un incidente semplicemente perché non è stato fatto a sufficienza per proteggere i lavoratori", ha detto Ercan Akkaya, sindacalista e ricercatore all'università di Istanbul alla Nbc. "Il governo è complice di questa strage. Dal 2006 in Turchia sono morte circa 11 mila persone sul luogo di lavoro". Manifestazioni di solidarietà verso le vittime si sono diffuse in tutto il paese fino a Istanbul, dove decine di giovani si sono distesi per terra, fingendosi morti, nella fermata della metropolitana di Taksim, divenuta ormai luogo simbolo dell'opposizione a Erdogan. Altre proteste hanno avuto luogo nella capitale Ankara, dove è dovuta intervenire la polizia usando cannoni ad acqua per disperdere coloro che cantavano slogan contro il governo. A Soma è stata presa d'assalto la sede del partito di Erdogan, l'Akp.
In mattinata il premier ha visitato la miniera e al termine del sopralluogo ha tenuto una conferenza stampa. L'obiettivo era quello di respingere le accuse dell'opposizione, che lo ritengono responsabile di aver bloccato un mese fa il dibattito in parlamento su una legge inerente la sicurezza dei lavoratori. Invece, Erdogan ha definito quello di "Soma" un "incidente comune". A confermare la tesi della "disgrazia" - a suo avviso - ci sarebbero precedenti storici che risalgono (nientemeno) che a quasi duecento anni fa. Il premier ha citato il caso dei 204 minatori britannici che morirono nel crollo di una miniera nel 1838, senza spiegare quale fosse il rapporto tra la tragedia di Soma e quella di quasi due secoli prima avvenuta in Gran Bretagna. "Prendete l'America, per esempio", ha continuato il premier, "con tutta la sua tecnologia e tutto il resto…nel 1907, 361 minatori sono morti anche lì". La conclusione, secondo Erdogan, è che si tratta di "cose che succedono". Ma l'excursus storico delle disgrazie che hanno visto coinvolti altri minatori è continuato. "Nel 1942, 1549 minatori sono morti in Cina. Ci credereste?", ha chiesto con tono retorico ai giornalisti. Alla domanda del corrispondente di al Jazeera sul perché la proprietà della miniera, la Soma Komur Isletmeleri, sia stata autorizzata dal governo a continuare le attività estrattive nonostante le numerose denunce di irregolarità nell'assicurare la sicurezza sul lavoro, Erdogan ha risposto: "Come giornalista credo che lei non segua da vicino come funzionino le miniere nel mondo. Forse perché in Qatar avete il gas e non il carbone". Lasciando la miniera di Soma, i parenti delle vittime hanno preso a calci l'auto del premier urlandogli "Assassino" e "Ladro". Mentre sono stati indetti tre giorni di lutto nazionale, le parole di Erdogan stanno già circolando sul web mettendo in serio imbarazzo il governo, già coinvolto nei mesi scorsi dallo scandalo corruzione e dalla censura di internet.
Il disastro di Soma ha suscitato le proteste contro il premier Erdogan, ritenuto dai parenti delle vittime e dall'opposizione responsabile del disastro. "Non si è trattato di un incidente semplicemente perché non è stato fatto a sufficienza per proteggere i lavoratori", ha detto Ercan Akkaya, sindacalista e ricercatore all'università di Istanbul alla Nbc. "Il governo è complice di questa strage. Dal 2006 in Turchia sono morte circa 11 mila persone sul luogo di lavoro". Manifestazioni di solidarietà verso le vittime si sono diffuse in tutto il paese fino a Istanbul, dove decine di giovani si sono distesi per terra, fingendosi morti, nella fermata della metropolitana di Taksim, divenuta ormai luogo simbolo dell'opposizione a Erdogan. Altre proteste hanno avuto luogo nella capitale Ankara, dove è dovuta intervenire la polizia usando cannoni ad acqua per disperdere coloro che cantavano slogan contro il governo. A Soma è stata presa d'assalto la sede del partito di Erdogan, l'Akp.
In mattinata il premier ha visitato la miniera e al termine del sopralluogo ha tenuto una conferenza stampa. L'obiettivo era quello di respingere le accuse dell'opposizione, che lo ritengono responsabile di aver bloccato un mese fa il dibattito in parlamento su una legge inerente la sicurezza dei lavoratori. Invece, Erdogan ha definito quello di "Soma" un "incidente comune". A confermare la tesi della "disgrazia" - a suo avviso - ci sarebbero precedenti storici che risalgono (nientemeno) che a quasi duecento anni fa. Il premier ha citato il caso dei 204 minatori britannici che morirono nel crollo di una miniera nel 1838, senza spiegare quale fosse il rapporto tra la tragedia di Soma e quella di quasi due secoli prima avvenuta in Gran Bretagna. "Prendete l'America, per esempio", ha continuato il premier, "con tutta la sua tecnologia e tutto il resto…nel 1907, 361 minatori sono morti anche lì". La conclusione, secondo Erdogan, è che si tratta di "cose che succedono". Ma l'excursus storico delle disgrazie che hanno visto coinvolti altri minatori è continuato. "Nel 1942, 1549 minatori sono morti in Cina. Ci credereste?", ha chiesto con tono retorico ai giornalisti. Alla domanda del corrispondente di al Jazeera sul perché la proprietà della miniera, la Soma Komur Isletmeleri, sia stata autorizzata dal governo a continuare le attività estrattive nonostante le numerose denunce di irregolarità nell'assicurare la sicurezza sul lavoro, Erdogan ha risposto: "Come giornalista credo che lei non segua da vicino come funzionino le miniere nel mondo. Forse perché in Qatar avete il gas e non il carbone". Lasciando la miniera di Soma, i parenti delle vittime hanno preso a calci l'auto del premier urlandogli "Assassino" e "Ladro". Mentre sono stati indetti tre giorni di lutto nazionale, le parole di Erdogan stanno già circolando sul web mettendo in serio imbarazzo il governo, già coinvolto nei mesi scorsi dallo scandalo corruzione e dalla censura di internet.